Fratture dell'astragalo e del calcagno

  • Le fratture dell'astragalo a causa del precario apporto vascolare osseo vengono considerata ad alto rischio di necrosi avascolare post traumatica. Sono fratture generalmente dovute a traumi ad alta energia, e spesso associate alle fratture malleolari.
    Il sintomo più evidente è un importante dolore a livello astragalico e del retropiede, ecchimosi e tumefazione, con la presenza di notevole impotenza funzionale e difficolta’ nella flessione e nella estensione.
    Le fratture composte si trattano conservativamente immobilizzandole per 30 giorni con un tutore apposito.
    Le fratture scomposte si trattano chirurgicamente con la riduzione e la sintesi con fili metallici, viti e/o placche.
    Altamente consigliato l'utilizzo di Fattrori di Crescita (PRP).

    Le fratture del calcagno derivano quasi sempre da cadute dall’alto o da traumi ad altissimo impatto.
    Il sintomo più evidente è il dolore spontaneo e alla palpazione del retropiede, ecchimosi fino alle regioni perimalleolari, impotenza funzionale.
    Le fratture composte si trattano conservativamente immobilizzandole per 40 giorni con un tutore apposito.
    Le fratture scomposte si trattano chirurgicamente con la riduzione e la sintesi con fili metallici, viti e/o placche.
    Altamente consigliato l'utilizzo di Fattrori di Crescita (PRP).

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