Piede piatto

  • Questo termine viene spesso utilizzato in modo non appropriato anche in presenza di sindromi pronatorie, la differenza sostanziale è che un piede pronato, visto in condizioni di riposo, presenta la morfologia di un piede normale, con presenza di un arco plantare, appiattendosi solamente sotto carico, mentre il piede piatto è tale sia incarico che in condizioni di riposo.

    Il piede piatto è generalmente un piede rigido e può presentarsi già nell’adolescenza soprattutto in presenza di sinostosi tarsali (astragalo calcaneari o calcaneo scafoidee) o in caso di rare forme di
    piede piatto astragalo verticale congenito o come esiti di piede torto, neurologico o spastico.

    Ma è di gran lunga più frequente il riscontro di un piede piatto degenerativo dell’adulto conseguente ad una alterazione della normale morfologia e biomeccanica del piede ed è caratterizzato da:
    1) retro piede valgo con sottoastragalica spesso rigida e artrosica
    2) pronazione e cedimento dell’arco plantare (eversione del piede) con prominenza mediale della testa dell’astragalo
    3) abduzione e allargamento dell’avampiede con frequente associazione di alluce valgo, inversione dell’arco trasverso metatarsale con carico sui metatarsali centrali
    4) associate: tumefazione e dolore sul tendine tibiale posteriore (insufficienza/rottura) e retrazione tendine di achille

    Il trattamento di questa malformazione è in funzione della gravità del quadro clinico e della sintomatologia, si può ottenere un miglioramento dei sintomi con l’uso di appropriate ortesi (plantari), ma spesso il trattamento adeguato è chirurgico con correzioni sullo scheletro e spesso il trattamento delle patologie (tendinopatie, solitamente del tibiale posteriore) e deformità associate.

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